«La fede si trasmette in dialetto», ha più volte affermato Papa Francesco Dialetto inteso come <<gesti, mimi- che, suoni, immagini, sguardi, abbracci>>. La trasmissione della fede è questa cosa qui: un moto del cuore, una partecipazione dell’umano al Mistero che ci avvolge hella sua imperscrutabile positività. Paolo Malaguti frequenta il dialetto da anni nei suoi romanzi, raccontando il Nord Est nel quale affondano le sue radici culturali, intese non come motivo di arroccamento o chiusura mentale, bensì come il punto di partenza per guardare al mondo, alla storia, alla vita e le radici di Malaguti si nutrono di preghiere biascicate in un latinorum che sprizza autenticità e devozione, di pratiche religiose oggi desuete ma non insignificanti perché potatrici di un misterioso senso del vivere, di gesti e riti agresti che rimandano ad un oltre di cui sentiamo la vibrante nostalgia. Con ironia e brillantezza Malaguti ci accompagna dent o la sua sto ia personale, un prisma nel quale rive- diamo la nostra infanzia e i troviamo il tempo passato Un mondo int iso di tradizioni secolari e di abitudini nel quale il religioso e l’umano si in- trecciano secondo armonia.