
Care amiche e cari amici,
con gioia vi comunico che il 10 febbraio arriva in libreria un mio nuovo libro. Si intitola “Sentieri partigiani”, ed è pubblicato da Einaudi, nella collana Opera viva.
“Sentieri partigiani” è prima di tutto un viaggio: dal monumento al partigiano di Cima Grappa scendo ai cippi della pedemontana e agli alberi dei partigiani impiccati a Bassano del Grappa, passo per Gonzaga, arrivo a Giulino di Mezzegra, mi sposto a Piazzale Loreto per tornare infine in Veneto, al cimitero di Malo.
Vado in cerca dei segni (presenti e assenti) della memoria della Resistenza, e provo a interrogarli, per capire se e quanto siano oggi efficaci, in particolare per le ultime generazioni.
Come ho già fatto in “Lungo la Pedemontana”, anche in questo saggio porto con me, come guide e lenti di osservazione, dei libri: Pavese, Fenoglio, Calvino, e soprattutto il Meneghello de “I piccoli maestri” e “Bau-sète”.
Attraverso quelle pagine provo a capire come funziona la memoria della Resistenza in Italia, e in particolare se a scuola siamo in grado non solo di “insegnare la Resistenza” come fatto storico, ma anche di promuovere la competenza di resistere, disubbidire, obiettare se i valori in cui crediamo vengono messi in pericolo.
Forse nelle nostre strutture educative viene premiata più l’ubbidienza della disubbidienza? Forse lo studente “bravo” è soprattutto lo studente che non crea problemi? E per gli adolescenti del 2026 il 25 aprile rappresenta qualcosa di vivo e di provocatorio, o è una semplice celebrazione di fatti del passato?
La democrazia (e purtroppo quanto sta accadendo in diverse parti del mondo ce lo dimostra fin troppo bene) non è una conquista definitiva, è un valore che va costantemente difeso e negoziato, anche (e forse soprattutto) attraverso la critica al potere.